POST UMANESIMO, ROBOT E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Perché l’automazione può aiutare il socialismo (oltre Chat GPT)

Non avrei mai potuto immaginare che potesse esistere un punto di connessione tra automazione tecnologica e socialismo.

Sono riuscito ad entrare in questa potente idea attraverso l’avvicinamento al mondo accelerazionista, la CCRU e il dipartimento di filosofia di Warwick, a loro volta indottrinati e agganciati a Lyotard, Deleuze e Guattari, se non Bataille, Klossowski e quindi Nietzsche, e dalla cultura di ipercrescita tecnologica di fine millennio.

In realtà, prescindendo dalla canonica analisi sull’appartenenza politica dell’accelerazionismo, individuando una corrente di destra (Land) o di sinistra (Fisher, Srnicek e Williams), la lettura sorprendente è che l’adesione ad una piena automazione così come la ricerca di un mondo più equo sembrano in realtà non confliggere, portando istanze del mondo di destra nella modalità direzionale e senza contraddittori, tipica dell’automazione, come unico modo di aderire alla contemporaneità ma allo stesso tempo come modalità di costruzione di un mondo più livellato, comunitario e quindi equo e solidale.

Se si facesse come gli accelerazionisti che assumevano come principio l’input nietzschiano di Deleuze e Guattari “Non ritirarsi dal processo, ma andare più lontano, «accelerare il processo»” (Anti Edipo), e quindi si mettesse davvero da parte il problema del capitalismo o dell’anticapitalismo, tutto risulterebbe più facile. Avremmo davvero l’adesione dell’individuo ai tempi contemporanei. Senza più l’ombra di un nemico a bloccarci ma innestati nel sistema per comprendere le sue opportunità in relazione ai propri principi.

Non esiste modo più socialista che la trasformazione degli uomini in automi pronti a lavorare, a prestare i loro servigi, per gli altri. In fondo è una modalità di intendere il lavoro che sottintende una grande generosità verso gli altri.

E il modello paradossalmente è proprio l’intelligenza artificiale che esegue gli ordini senza contraddittorio (la fantascienza ci ha aiutati a provare compassione per i robot). Ma quindi l’invenzione della automazione (nostra invenzione) è divenuta un modello ideale che come tutti i modelli ideali ha conseguenze sociali, politiche, culturali. Osservando le intelligenze artificiali assolvere così bene il loro lavoro noi ci modelliamo su di loro. Scopriamo, differentemente da quello che abbiamo creduto soprattutto in anni di coltivazione dei nostri super ego, che sottomettersi agli input è una forma di grande generosità verso gli altri per un futuro più solidale e meno individualista. Sconfessiamo anni tutti tesi alla costruzione di modelli di superomismo per un impegno più diffuso e costante senza tornaconto (dal modello dell’ “efficienza del supereroe” al modello dell’ “efficienza degli automi”). E’ vero che questo nuovo modo di stare al mondo può rivoluzionare completamente la sua stessa narrazione.

E inoltre siamo pronti a sostenere che l’intelligenza collettiva è superiore all’intelligenza individuale? A questo ci sta portando l’uso ormai quotidiano di intelligenze artificiali. Che non significa che noi ci stiamo facendo soggiogare dalla tecnologia ma che stiamo utilizzando la tecnologia per permetterci di mettere a sistema più intelligenze che altrimenti non avremo modo di incontrare, in particolare in così grande numero (la moltitudine) che è un modo nuovo di considerare la qualità (solitamente più fondata sul tema della unicità).

Inoltre per un automa (un’intelligenza artificale, Alexa o Siri o Chat GPT che sia) noi siamo davvero tutti uguali.

Noi siamo pronti a guardare il prossimo con la stessa capacità egualitaria?

LINK CINEMATOGRAFICI:

LINK 1 “BLADE RUNNER” i ricordi di Rachel, lo struggente momento di Blade Runner in cui Decker alimenta alla replicante Rachel dei dubbi sulla sua reale natura (anche i robot piangono)

LINK 2 “IL MONDO DEI ROBOT” ne Il Mondo dei Robot di Michael Crichton, il robot-pistolero si ribella con gli ospiti umani del parco dei divertimenti tematico Delos

LINK 3 “TERMINATOR 2” il modello T-1000 mutaforma capace di assumere le sembianze di qualunque cosa con massa analoga

“Un cyborg è un organismo cibernetico, un ibrido di macchina e organismo, una creatura che appartiene tanto alla realtà sociale quanto alla finzione. La realtà sociale è costituita dalle relazioni sociali vissute, è la nostra principale costruzione politica, una finzione che trasforma il mondo.”

Donna J. Haraway, Manifesto cyborg

LINK: Robot umanoide stramazza al suolo

LINK Ameca expressions with GPT3 / 4

“Humankind cercherà di mostrare che la categoria di “genere umano” può costituire una via percorribile e vitale al fine di presentare una politica comunista: una politica che in realtà questo libro non sarà considerata in una vocazione semplicemente internazionale, ma planetaria”

Timothy Morton, dall’introduzione di Humankind