Cazzo!
Questa storia dei boomer vs. i millennials passando per i gen X alla fine se la guardi con sano concretismo puoi dire che è solo un modo per raccontare una stagione di vita oppure dei modi di essere. Io continuo il processo di riconciliazione sentendomi un po’ meglio a riconoscermi nei gen X, così in balia delle cose, né carne né pesce (vegani?), senz’arte né parte.. Mi sento una persona così influenzabile.. I miei genitori (ovviamente boomer) me lo dicevano sempre, sballotti di là e di qua con una facilità così disarmante.. Se sto con un boomer per 2 ore mi sento che devo essere positivo, fare e rifare senza pensare, ingarellarsi, combattere per l’immortalità, il superuomo si impossessa di me, Wolf risolvo problemi. Se passo del tempo con un millennials la caducità della vita mi si presenta davanti con tutte le sue incognite profonde, no hope, sulla difensiva, rivaluto un posizionamento cerebral/contemplativo per sopportare le oscurità.
Ecco non so perché ma sembra che si siano invertite le parti, boomer giovani per sempre, millennials vecchi da subito. E io (noi) in mezzo che guardo di là e poi di qua, sorta di Zelig, trasformista creativo. E invece i boomers si sposano, tradiscono, si separano, perché non accettano di fare passi indietro mentre i millennials romanticamente si amano per sempre, perché contemplano i passi indietro come forma d’amore per eccellenza.
E così se io faccio il super entusiasta, comunicatore folle, iperdinamico, positivo divento subito un vecchio boomer, se mi metto a contemplare, ascolto gli altri, sedimento con pessimismo assomiglio ad un giovane millennials. Strano no? Un capovolgimento delle morali..
Che vita faticosa quella dei gen X. Mi rendo conto che mi ingarellavo con i miei genitori alle loro provocazioni dicendomi “se ci riescono loro figurati se non ci riesco io” senza capire che stavo cadendo nel loro gioco, per poi ritrovarmi a fare uguale con i “nuovi giovani” e rimanere frustrato che a me il giochetto non funzionava.. Marco me lo ha sempre detto che noi eravamo la generazione del fallimento, mai definizione migliore potevi trovare. Caro Marco mi manchi. E io che cercavo boomeristicamente di resistere a questa terribile verità. Oggi invece capisco che nel mio processo di riconciliazione con la mia generazione emerge come una grande unicità. Ma chi l’avrebbe mai pensato che il fallimento potesse essere una grande esclusività e peculiarità da rivendere?
Fallimento inteso come momento transitorio del porre in crisi il successo, l’egocentrismo (decostruzione del successo ; l’etica dell’accontentarsi). Provare davvero ad inventare degli esseri umani capaci di resistere a deificare. Anche se stessi.